La Prevenzione Andrologica: Intervista al Dott. Ciro Salzano




  • 15/01/2017




Quali sono, ad oggi, le patologie andrologiche che più colpiscono l’uomo?
Dovremmo dividere il soggetto per fasce di età se volessimo rispondere in maniera esaustiva a questa domanda. Nel giovane adulto, le patologie andrologiche più frequenti sono il varicocele e le infezioni/infiammazioni dell’apparato genitale. Nel corso degli ultimi decenni si è, inoltre, verificato un importante incremento della prevalenza di infertilità maschile e di problematiche psicosessuologiche che influenzano la sfera sessuale. D’altra parte, l’anziano si rivolge all’andrologo per problematiche prostatiche o per problematiche sessuologiche di natura organica.

Che cos’è la disfunzione erettile? Quali ne possono essere le cause? E come si interviene?
La disfunzione erettile è definita come “l’incapacità del soggetto di sesso maschile nel raggiungere e/o mantenere un’erezione sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente.”

Questa è diagnosticata in un uomo su 4 a 40 anni, ed è una delle principali patologie che influiscono sulla qualità della vita di un uomo. Le cause di una disfunzione erettile sono molteplici e variano a seconda della fascia d’età di un soggetto. In un uomo che soffre di disfunzione erettile è mandatoria una valutazione ormonale dell’asse gonadico, che si interessi inoltre di una valutazione dei livelli di prolattina ed estrogeni. Altre eziologie endocrine quali patologie che interessano il surrene o il GH sono relativamente rare. L’ipogonadismo, inteso come bassi livelli di testosterone totale, è la causa ormonale più frequente di disfunzione erettile. E’ descritto in letteratura un fisiologico calo dei livelli di testosterone nel paziente anziano, ed una valutazione geriatrica di controllo dovrebbe sempre prevedere una valutazione dei livelli di testosterone. Le cause più frequenti di ipogonadismo sono patologie metaboliche quali l’obesità, patologie testicolari infiammatorie o infettive importanti che alterino la funzione testicolare, patologie dell’asse ipotalamo-ipofisi o patologie sindromiche sistemiche, delle quali la più frequente è sicuramente la sindrome di Klinefelter, che interessa un uomo su 600.

Nel giovane adulto, la causa più frequente di disfunzione erettile è di tipo psico-sessuologico. Altresì, nel paziente adulto o in età avanzata le cause più frequenti di disfunzione erettile sono patologie o condizioni cliniche che influiscono sul rischio cardiovascolare del paziente. Fumo di sigaretta, dislipidemie, sedentarietà, obesità possono determinare vascolopatia tale da influire in maniera importante sulla funzione sessuale del maschio

Ad oggi, numerose sono le armi terapeutiche a disposizione dell’andrologo clinico.

È fondamentale il contributo che la sessuologia sta dando dall’andrologia nella diagnosi e nel trattamento di una disfunzione erettile da causa psico-sessuologica. Nella disfunzione erettile insorta nel paziente ipogonadico, l’iter terapeutico post cede ad una accurata anamnesi ed una valutazione clinico-strumentale atte a valutare la causa dei ridotti livelli di testosterone. Nel caso di una testiculopatia primitiva, numerose oggi sono le formulazioni di testosterone disponibili per il paziente, che si adattano alla compliance di quest’ultimo.

Nella disfunzione erettile da causa organica, in particolare nel soggetto vasculopatico, una corretta alimentazione e un sano stile di vita sono le migliori opzioni terapeutiche a disposizione del medico. Altresì, numerosi sono i farmaci che agiscono sulla funzione erettile, classificati in inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, e in vasodilatatori diretti come le prostaglandine.

L’obesità può inficiare la fertilità nell’uomo? E perchè?
E’ stato dimostrato che gli uomini obesi sono meno fertili degli uomini con un normale indice di massa corporea. Oggi si considera il tessuto adiposo come un organo in grado di produrre e secernere ormoni che influenzano l’assetto gonadico maschile, inficiandone la fertilità e la sessualità. Gli uomini con eccesso di tessuto adiposo, infatti, hanno un livello più basso di testosterone, l’ormone principe della fertilità e della sessualità maschile, e più alti livelli di estrogeni, gli ormoni classicamente predominanti nella donna. Ciò perché il tessuto adiposo è la sede principale di espressione dell’enzima aromatasi, atto a convertire il testosterone in estrogeni. L’eccesso di estrogeni determina, attraverso un meccanismo di feedback inibitorio, una riduzione della secrezione di gonadotropine a livello ipofisario, determinando un ipogonadismo ipogonadotropo. Contestualmente si osserva un incremento della SHBG (Sex Hormone Binding Globuline) cioè della globulina che lega e veicola il testosterone, determinando un calo dei livelli di testosterone totale. È stato dimostrato, inoltre, che l’eccesso di tessuto adiposo negli uomini obesi può determinare un aumento della temperatura scrotale, influenzando negativamente la funzione testicolare. Una dieta corretta in grado di ripristinare il peso corporeo ideale non riduce solamente il rischio cardiovascolare e la mortalità di tali soggetti, ma è in grado di migliorarne la fertilità e la funzione sessuale.

Quali sono le altre cause di infertilità, dopo l’obesità? In queste è compreso anche il fumo?
Le cause di infertilità maschile possono essere distinte in cause pretesticolari (genetiche, endocrine, iatrogene o da patologie croniche), cause testicolari (traumatiche, iatrogene, flogistiche-infettive, sindromiche o legate a patologie come il varicocele) e cause post-testicolari (ostruttive o flogistiche-infettive). E’ importante considerare che questa schematizzazione è puramente teorica, in quanto nella realtà clinica una o più possono essere le cause di infertilità del paziente, e spesso un singolo fattore ha plurima eziopatogenesi.

Le indagini di primo livello nella valutazione di un paziente infertile si avvalgono di una accurata anamnesi fisio-patologica e familiare, un accurato esame obiettivo generale e andrologico, una valutazione dell’asse gonadico e soprattutto una valutazione accurata dell’esame del liquido seminale.

Il fumo di sigaretta è in grado di agire direttamente sulla spermatogenesi, alterando la motilità e la morfologia degli spermatozoi. Interagisce, inoltre, con le ghiandole accessorie maschili modificando la loro secrezione con conseguente alterazione del pH, riduzione del volume dell’eiaculato e aumento della viscosità. Infine, le sostanze tossiche presenti nel fumo di sigaretta sono in grado di danneggiare la cromatina e il DNA degli spermatozoi in misura direttamente proporzionale al numero di sigarette fumate.

Nella terapia del paziente infertile, ci si avvale dell’utilizzo di gonadotropine, atte a stimolare la spermatogenesi testicolare, e sempre più spazio si stanno facendo farmaci e parafarmaci in grado di regolare l’attività antiossidante testicolare.

Alla luce di quello che ci siamo detti, quale pensa sia la strategia migliore in campo andrologico?
?La parola chiave in andrologia è “prevenzione”. Prevenzione che parte dai bambini, con i colleghi pediatri, sino agli adolescenti, ai giovani adulti e al soggetto anziano. Prevenzione andrologica, fertivologica e sessuologica. 

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